Tumulo di Corvaro
Corvaro di Borgorose. "Ne parlarono per primi Tito Livio e Dionigi d'Alicarnasso, noi cominciammo a cercarlo dopo aver letto il libro "Il Cicolano" di D. Lugini (ristampato di recente ndr.) che cita nelle prime pagine delle epigrafi "grandi tumuli con aree sepolcrali" nella piana di Corvaro. Così ci raccontano i Prof. Enzo Di Marco e Alessandro Di Luigi, che sotto la direzione della D.ssa G. Alvino, si stanno occupando degli scavi al "Montariolo". "Lo individuammo nel 1984" proseguono i due professori, "e da allora sono state effettuate 11 campagne di scavo. Questa è iniziata ad aprile e purtroppo finirà a giugno e neanche questa volta riusciremo ad arrivare al nucleo centrale, per dimostrare che gli Aequi erano una popolazione italica molto antica". Il tumulo di Corvaro (50 mt. di larghezza e 3,70 di altezza), è un ritrovamento unico al mondo non solo per la sua grandezza e i lunghi secoli di sepoltura, a partire dal IX secolo a. C. (8 ca.), ma per la sua forma appoggiata a un nucleo centrale di 11 mt di diametro, con 12 costolature radiali. I lavori richiedono particolare abilità sia durante gli scavi, che durante la ricostruzione: la struttura è formata da strati alternati di terra e sassi, e tutto sarà ricostruito in base ai disegni e alle foto. Finora sono state portate alla luce 211 tombe (almeno 70 ca. sono ancora da scoprire), schedate e numerate, con arredi funerari: bacili, fibule, lance, gladi e scudi corazza; non ci sono monete, e poche sono state le ceramiche ritrovate, perché probabilmente il tumulo era riservato ai guerrieri. I reperti sono custoditi a Tivoli, nel centro di restauro della Sovrintendenza. "Il progetto che accarezziamo da anni e che anche la D.ssa G. Alvino appoggia con passione" continua il Prof. E. Di Marco che si occupa degli scavi da 18 anni" è quello di realizzare qui il museo degli Aequi, nella loro area di origine, secondo le caratteristiche dettate dalla legge n. 1089, che prevede allestimenti museali in aree comunali, vicino a scuole e stazioni dei carabinieri. Tutto il Cicolano è ricco di ritrovamenti archeologici "prosegue Enzo Di Marco": anche a Capradosso è stata ritrovata una villa romana con mosaici intatti, e l'abitato di Cartore, Nesce, le vicine Grotte di Val de' Varri , il futuro museo degli Aequi potrebbero costituire un circuito archeologico, che porterebbe notorietà, turismo, cultura e occupazione in una zona che può contare solo sulle sue risorse naturali e storiche". Stiamo andando verso il Progetto APE (Appennino Parco d'Europa) e gli Aequi insieme agli Umbri, ai Vestini, Marsi, Piceni ed altri, sono gli antichi insediamenti autoctoni di altura che vanno rivalutati: sono loro che hanno iniziato la civiltà dell'Italia centrale, culminata nella nascita di Roma. Per ora gli scavi possono contare sui finanziamenti del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali (fin qui pochi e saltuari), i finanziamenti previsti dalla legge n.10/01 sulle zone montane potrebbero dare inizio alla 12^ campagna, ma non basta. Gli investimenti sulla cultura hanno un ritorno incalcolabile in termini economici e umani: a quando un finanziamento mirato, che permetta di terminare l'opera tutelandola, rendendone possibile la divulgazione e la visita organizzata