Progetto Life per la Conservazione dell'Orso Bruno
Borgorose. La 3^ edizione della festa ecologica tenutasi a Cartore nel maggio 2002, si è conclusa con il convegno-incontro su "Il Progetto Life per la conservazione dell'Orso Bruno nell'Appennino Centrale", relatore il dr. Mario Posillico del CFS Foreste Demaniali Castel di Sangro. Erano presenti, oltre al prof. M. Cipparone Presidente dell'Agenzia Regionale Parchi del Lazio, altri colleghi, esperti del settore, delle riserve e parchi dell'Appennino Centrale, l'Associazione Ulisse, il direttore della RNP montagne della Duchessa Mino Calò. Abbiamo scoperto molte cose su questi animali che per causa nostra, stanno rischiando di scomparire. L'orso ha lenti ritmi riproduttivi e ha bisogno di molto spazio per vivere bene a seconda delle caratteristiche ambientali e delle risorse alimentari, ed è sempre più difficile per loro trovare posti dove andare in letargo. Il progetto Life Natura 99 è cofinanziato dall'Unione Europea e dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali - Corpo Forestale dello Stato, interessa un'area di circa 900 kmq. compresa tra il Parco Nazionale della Majella, il Parco Nazionale d'Abruzzo e l'Alta Valle Peligna. L'obiettivo del progetto è garantire la conservazione dell'orso bruno e del suo habitat e ridurre il conflitto con l'uomo. Non è una cosa semplice: sono necessari anni di studi e ricerche per individuarne il numero, lo stato di salute, il cibo a disposizione, la bassa variabilità genetica che pone limiti alla conservazione, le forme di economia realmente compatibili con la tutela ambientale nelle diverse regioni in cui vive, e purtroppo le disponibilità finanziare per la ricerca sono sempre di meno, come è emerso durante il convegno. Censirli non è facile, perché si spostano su aree vaste fino a 250 kmq. e il CFS ha estratto il DNA dalla radice dei peli per creare una prima banca dati genetica dell'orso, mentre con il radiocollare identifica dove preferisce mangiare, riposare, riprodursi, spostarsi Bisogna affrontare e risolvere il problema dei danni recati dall'orso (come da cani vaganti e cinghiali), che creano malcontenti a coltivatori e allevatori, sensibilizzare le Pubbliche Amministrazioni, gli Enti parco, le associazioni ambientaliste e la comunità scientifica, tutti quegli organi cioè, che possono interagire e cooperare a livello decisionale e politico. Il progetto prevede un protocollo d'intesa con il WWF Abruzzo, con il Parco dei Simbruini e altri enti locali. Il CFS promuove iniziative e incontri per diffondere le informazioni acquisite e per confrontarsi con altri modelli di gestione, non è facile attuare protocolli di lavoro con 5 diverse realtà amministrative regionali, per garantire all'orso la continuità del territorio. Costruttivo e coinvolgente il dibattito fra esperti del settore che hanno confrontato le loro esperienze. Come ha sottolineato il prof. Cipparone dell'Agenzia. Regionale Parchi del Lazio (già presidente di Greenpeace): "Comunicazione è anche farsi dire, non solo informare. La gestione dell'orso siamo tutti noi, non dimentichiamo il contributo di antropologi e sociologi, perché anche se le scelte sono politiche e di governo, la protezione si ottiene anche con il coinvolgimento dell'opinione pubblica, che garantisce il successo di una campagna, come per il "Progetto Lupo". La 3^ edizione della festa ecologica, iniziata con il convegno-incontro "Acqua elemento vitale", e "Archeologia, Storia e Turismo", si è quindi conclusa degnamente con il progetto Life, centrando anche quest'anno il suo obiettivo.