| Alle esercitazioni del Canadair siamo abituati: scendono sul lago Salto, fanno il pieno di acqua e lo riversano nuovamente nel lago e purtroppo, siamo anche abituati a vederli volteggiare in servizio per domare gli ormai troppo frequenti incendi estivi. Agli elicotteri che volteggiano, con appesa una insolita e lunghissima, enorme, sega circolare lo siamo un po' meno, qui nella Valle del Salto. Giancarlo è il comandante pilota dell'elicottero, Giampiero il copilota e navigatore, Giovanni è il tecnico specializzato per la manutenzione della sega e Renato il capocantiere. E' la squadra che svolge per l'ENEL il servizio di manutenzione dei cavi elettrici liberandoli dai rami degli alberi: non è un servizio semplice, né privo di rischi. Se ne occupano due società consorziate: la Eliabruzzo con sede a Chieti (www.eliabruzzo.com) che fornisce gli elicotteri e i piloti e la Elimatic Italia con sede a Milano, che fornisce la particolare sega e gli operatori specializzati. Ogni società è dotata di 4 equipaggi. "E' il terzo anno che svolgiamo questo servizio"- spiegano i tecnici e i piloti -" finora abbiamo operato nel Centro Italia, ma prossimamente ci sposteremo più al Sud". In cosa consiste il lavoro?" "Questa sega speciale, costruita in Svezia," spiega il pilota "è vincolata all'elicottero e ha solo un grado di libertà di movimento, per il resto è l'elicottero stesso che funge da vero e proprio braccio meccanico per indirizzare il taglio dei rami: in questo la funzione del copilota è fondamentale per indirizzare meglio il veicolo ed evitare che la coda tocchi le cime degli alberi durante il taglio." "Nei giorni di maltempo state fermi?" "Ovviamente la pioggia e il vento di questi giorni hanno rallentato le operazioni." "Cosa sta facendo Giovanni?" La sega è stata progettata e costruita in Svezia, per climi più freddi e legno più dolce (pino, betulla), in Italia troviamo legno più duro (rovere, leccio, quercia etc.) e l'apparecchiatura è sottoposta a un forte stress: in questo momento Giovanni sta rimettendo in tensione la cinghia, che tende ad allentarsi sotto lo sforzo e sta controllando e stringendo tutti i bulloni e le viti. Nel corso di questi 3 anni abbiamo perfezionato l'apparecchiatura, modificandola per adattarla alle diverse qualità di legno italiano, e al clima più caldo, che fa surriscaldare il motore. Questi controlli vanno accuratamente ripetuti dopo ogni missione" "Quante missioni giornaliere svolgete?" " 3 missioni di due ore ciascuna, per un totale di max. 6 ore di volo, previste dal regolamento". Per il lavoro ovviamente è stata richiesta l'autorizzazione di tutti gli organi competenti. | ||
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