| Petrella Salto. Un pezzo di pane, un piatto di legumi, e il viandante, transumante, girovago o pellegrino, veniva un tempo rifocillato e messo in condizioni di riprendere il cammino. La storia dell' "ospedalità" si diffonde con il Cristianesimo assumendo carattere caritativo-assistenziale ed è disseminata ovunque, in prossimità di grandi arterie, vicino a fonti di acqua e chiese, dove sorsero gli hospitalia, ma anche sugli aspri sentieri montani. Nel Cicolano questo gesto di ospitalità viene ricordato in occasione di due importanti ricorrenze religiose: la festa di S. Filippa Mareri nel mese di febbraio, quando le suore del Monastero offrono la zuppa di fave e il pane benedetto, e durante la festa dell' Immacolata Concezione, l'8 dicembre, quando i discendenti della famiglia Petrangeli, originari di Staffoli, aprono la propria casa e la cappella padronale, offrendo la zuppa di fagioli e il pane di granturco, chiamato cacchiarellu. Il palazzetto della famiglia a "Casali Petrangeli" (sulla strada che va da Petrella Salto a Staffoli), è del 1600 e fin da quel momento ebbe inizio questa tradizione. Anche la chiesetta dedicata alla Immacolata Concezione, risale al 1600 ed è affrescata con immagini di S. Giovanni, S. Pietro, S. Michele Arcangelo e l'Immacolata Concezione con degli ex-voto. Alla tavola della famiglia Petrangeli il giorno dell'Immacolata "siedono il ricco e il povero", nel vero senso della parola, perché la grande tavola è apparecchiata, la casa riscaldata per l'occasione (Giuseppe Petrangeli e la moglie Marisa Cortese vivono a Rieti) e tutti possono sedersi. La zuppa di fagioli viene preparata con cura ed attenzione da mani sapienti, che fanno cuocere lentamente i fagioli, a cominciare dalla sera della vigilia, nel grande "callaro", tanto che diventano quasi una morbidissima crema: "Una volta i fagioli erano di produzione locale e il pane era fatto in casa, ora i fagioli sono sempre di prima qualità, ma non sono di produzione locale e il pane ce lo prepara un forno su ordinazione a Rieti - dicono Giuseppe e Marisa che ci tengono a ricordare che: "anche durante la guerra abbiamo continuato la tradizione di famiglia, e abbiamo rischiato, perché ci chiedevano dove trovavamo tutta quella farina e quei fagioli, quando c'era la tessera e il cibo era razionato, ma ce la siamo sempre cavata". La cappella privata viene aperta il cinque, sei, sette dicembre e il giorno dell'Immacolata alle ore 9,00 e alle ore 11,30 viene celebrata la Messa solenne, con grande partecipazione di fedeli e delle sorelle del Monastero di S. Filippa. La casa è aperta durante tutta la giornata della festa a partire dalle 6 di mattina e chi vuole può sedersi e gustare i fagioli: "Così buoni si mangiano solo lì, per noi tutti è ormai una tradizione | ||
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